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Sbarchi migranti 2020 – Open Arms, migranti si tuffano in mare per protesta

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Sbarchi migranti 2020 – Le ultime notizie sugli immigrati salvati dalla nave Open Arms e la cronaca della vicenda della protesta dei migranti che si sono tuffati in mare al largo di Palermo.

76 migranti a mare.

Questa la protesta effettuata dai 76 migranti, salvati dalla Open Arms tra l’8 ed il 19 settembre.

A confermarlo è la stessa ONG su Twitter: “Da ieri davanti al porto di Palermo, come da indicazioni, siamo rimasti in attesa di istruzioni per sbarcare cercando di gestire la situazione critica a bordo. Tuttavia, poco fa, 76 persone si sono gettate in acqua nel tentativo di raggiungere la costa”.

Le motovedette della Capitaneria di Porto, affiancate da un gommone Seawatch ed un elicottero della Guardia di Finanza, stanno intervenendo per recuperare i migranti in mare.

Intanto si attendono disposizioni dalla prefetura per sapere la nave che ospiterà i migranti in quarantena.

Ancora incerte le tempistiche per il momento.

Dopo il rifiuto di Malta, nei giorni precedenti, si erano registrate delle tensioni a bordo.

Alcune persone avevano già deciso di tuffarsi in mare, prima di essere soccorse dalla Guardia Costiera italiana.

Alla fine, Roma ha chiesto alla ONG di dirigersi verso Palermo, restando a 5 miglia dalla costa sicula in attesa di nuovi ordini.

Sulla nave, come riportato da Repubblica, ci sono migranti provenienti dall’Egitto, dal Burkina Faso, dal Ghana, dalla Siria e dalla Costa d’Avorio. Tra i salvati ci sono anche 56 minori. Due donne incinte, e un marito di una delle due, sono stati evacuati ieri.

Sbarchi migranti 2020 – La rabbia di Musumeci

“Leggere sui giornali che l’Europa cambia la linea sui migranti, mentre tutte le Ong si dirigono solo sui porti siciliani, suona come una beffa”. Ha dichiarato Musumeci

“Sembra che la cosa non interessi più a nessuno, ma continua ad essere la Sicilia a sostenere il peso più grande di questa emergenza nell’emergenza.”

“Aspettiamo il 23 settembre, un nuovo accordo che superi finalmente quello di Dublino? O qualcuno – se davvero è cambiata la musica – si fa carico di venire incontro all’Italia e alla Sicilia, aprendo i porti di altri Paesi europei?”.

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Da mesi – prosegue – chiediamo al governo centrale di mettere in sicurezza igienico-sanitaria hotspot e centri di accoglienza”.

“Il Viminale sembrava essersi svegliato tra il 4 e il 5 settembre (con due atti e dopo l’incontro chiesto e ottenuto a Roma con il premier), ma ancora passano i giorni, le settimane e non si è visto un solo intervento concreto per restituire sicurezza sanitaria a quei luoghi e alla nostra popolazione”.

“Tanti impegni ma nessun fatto concreto. Quando le parole diventeranno azioni? Siate veloci, presidente Conte e ministro Lamorgese, come fate quando impugnate una nostra ordinanza. Non costringeteci ad agire di nuovo!”. Ha concluso il governatore siciliano.

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