Home Politica Intervista Conte oggi: “Governo non cadrà. Sui morti Covid…”

Intervista Conte oggi: “Governo non cadrà. Sui morti Covid…”

1173
2
giuseppe-conte-mano-in-fronte-scrivania
giuseppe-conte-mano-in-fronte-scrivania

Intervista Conte oggi – Giuseppe Conte ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Repubblica. La pagina Facebook del premier ha postato l’intera intervista. Eccone uno stralcio significativo:

Durante la conferenza stampa sui provvedimenti anti-pandemia di fine anno lei non ha fatto riferimento ai mille morti. Ed era la giornata record di vittime. È stata una dimenticanza o una carenza di sensibilità?

«Come mi si può imputare una carenza di attenzione se tutti i giorni sono in prima linea per sconfiggere questa pandemia? Giovedì sera ho illustrato i provvedimenti finalizzati a prevenire la terza ondata del virus, a proteggere la popolazione, a evitare quanto più possibile un numero così alto e inaccettabile di decessi. Le persone che non ci sono più, i nostri cari, noi li onoriamo non solo a parole, ma con l’impegno costante, di giorno e di notte, per mettere il Paese in sicurezza».

Ora sta ultimando il piano del Recovery Fund: qual è la ricetta a cui si affida per la ricostruzione del Paese?

«Lunedì ci ritroveremo con i ministri per approvare il budget del Recovery Fund con tutti gli appostamenti. Dopo le 6 linee guida già condivise con il Parlamento, approfondiremo anche la sessantina di progetti che hanno superato il vaglio preliminare e che sono ormai in dirittura finale. Li raggrupperemo in 17 clusters».

Di che progetti si tratta?

«Esprimeranno una chiara visione del Paese. Raccogliamo anche le raccomandazioni della Commissione europea che condividiamo pienamente: individuano carenze strutturali del Paese, che dobbiamo assolutamente superare per marciare nella fascia di testa dell’Unione Europea».

Chi gestirà la ricostruzione?

«Lunedì approveremo anche la struttura di governance con coordinamento presso la Presidenza del Consiglio, per ovvie ragioni di equilibri, ma quello che conta davvero è che sia garantita la piena efficienza. Vi sarà, come anche ci chiede la Ue, un comitato ristretto deputato a vigilare con costanza tutta la fase attuativa. Ne faremo parte io, il ministro dell’Economia e il ministro dello Sviluppo Economico, con la responsabilità di riferire periodicamente al Ciae e al Parlamento. La supervisione tecnica dell’attuazione sarà affidata a una struttura composta da sei manager, assistiti da uno staff dotato delle necessarie competenze professionali. In casi eccezionali i sei manager potranno essere chiamati a intervenire con poteri sostitutivi per evitare ritardi e perdite di risorse».

Intervista Conte oggi, le parole del Premier a Repubblica

Indicherete subito i nomi di questi sei manager?

«No, lunedì condivideremo la norma con i ministri. I nomi verranno dopo».

Quanto contano l’ambiente e l’innovazione nei progetti?

«La parte del leone la faranno il green e il digitale, ma molti progetti saranno mirati a eliminare le diseguaglianze, incluse quelle di genere e territoriali».

Questo piano può rassicurare chi a Parigi e Berlino ha espresso timori sui nostri ritardi sul Recovery Fund?

«Non mi risulta che Parigi e Berlino siano preoccupate, ma sicuramente questo documento che invieremo al Parlamento italiano e poi anche a Bruxelles servirà per entrare nella fase finale che porterà a breve all’approvazione del piano nazionale italiano».

Confindustria parla di ritardi sul fronte delle imprese.

«Non è vero. Molti progetti prevedono il coinvolgimento proprio delle imprese. Dopo questo passaggio di lunedì inizierà un confronto con tutte le parti sociali per coinvolgerle nei progetti che, in gran parte, prevedono un partenariato pubblico-privato».

Molte aziende europee vogliono partecipare al nostro Recovery Pian. Non è forse un’opportunità per attirare investimenti stranieri sul meglio del made in Italy?

«Rispetteremo le regole europee, ma la nostra strategia prevede di rendere il Paese più competitivo per risultare più attrattivo per gli investitori stranieri. Pensiamo alla riforma della giustizia civile, penale e tributaria: gli investitori stranieri guardano con grande attenzione a questo efficientamento. Molti progetti sono stati pensati per rafforzare il tessuto produttivo, con particolare riguardo alle medie e piccole imprese: ingenti risorse entreranno nel programma “transizione4.0” che renderà le nostre imprese più digitali, più verdi, più innovative».

I capi missioni saranno leader di grandi aziende?

«Saranno esperti del settore, con capacità manageriali e di organizzazione».

Non teme di essere accusato di voler affidare la ricostruzione della nazione ad una sorta di governo ombra composto da lei, due ministri e sei manager da voi scelti?

«Assolutamente no. I sei esperti avranno compiti di monitoraggio esecutivo. Nessun ministro sarà espropriato dei suoi poteri di impulso e di indirizzo, cosi come nessun amministratore locale sarà espropriato delle sue responsabilità. I sei esperti assicureranno un costante raccordo e offriranno un supporto tecnico a disposizione di tutti i soggetti attuatori dei progetti».

Vi sono stati giudizi molto aspri sul suo approccio al Recovery Fund. Il costituzionalista Sabino Cassese sul “Mattino” lo ha definito “improvvisato”. Cosa risponde?

«Prima di esprimere qualsiasi giudizio, il Piano andrebbe letto. Mi sembra più corretto».

Per Parigi e Berlino il Recovery Fund è un mattone cruciale per il rilancio dell’Eurozona ma ritengono che il primo mattone sia la riforma del Mes. Lei è d’accordo con loro?

«L’Italia partecipa ai processi riformatori europei con un ruolo da protagonista e così sarà fino a quando avrò responsabilità di governo. Abbiamo ereditato il Mes dai precedenti esecutivi. Abbiamo offerto un contributo importante alla sua riforma, evitando che venissero inseriti meccanismi automatici di ristrutturazione del debito, e pretendendo l’introduzione di misure di sostegno al sistema bancario e di migliore articolazione delle azioni collettive».

La riforma del Mes può facilitare il futuro ricorso al Mes?

«È un fatto, non una mia considerazione personale, che il Mes non goda di grande appeal. Sta per iniziare la Conferenza sul futuro dell’Ue e proporrò in quella sede di riconsiderare in modo più radicale la sua struttura e la sua funzione. L’Italia potrà essere protagonista di una proposta innovatrice che porti a superare la sua natura di mero accordo intergovernativo, in modo da integrarlo più compiutamente nell’intera architettura europea, con estensione a tutti gli Stati Membri, revisione delle sue funzioni, e raccordo più efficace con le Istituzioni europee, che offrono maggiore garanzia di trasparenza e democraticità».

Non teme un voto negativo il 9 dicembre per la contrarietà dell’opposizione e di una parte importante del M5S?

«Non lo temo perché il voto non sarà sull’attivazione del Mes ma su alcune sue modifiche che, grazie anche al contributo dell’Italia, sono servite a migliorare un meccanismo già esistente dal 2012. Continueremo a lavorare per attuare lo schema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), mentre dobbiamo fare in modo che questo sforzo comune che ha portato ad adottare il piano “Next generation EU”, attraverso il meccanismo del debito comune europeo, possa anche in futuro costituire il naturale presidio contro i cicli recessivi che potranno investire l’Ue».

conte-vacanze-natale-sulla-neve
conte-vacanze-natale-sulla-neve
Articolo precedenteRenzi annuncia: “Se andremo sotto in aula Conte dovrà dimettersi”
Articolo successivoMeloni querela Saviano: “Sciacallaggio disgustoso”

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui