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Nuovo DPCM 9 novembre, un nuovo passo verso il lockdown

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Nuovo DPCM 9 novembre – Sono ore decisive per il futuro dell’Italia. Il record di positivi di ieri di 26.831 su 201.452 tamponi, sta inducendo il Governo Conte a prendere misure ancora più restrittive. Ad una settimana dall’ultimo DPCM, tra pochi giorni dovrebbe essere l’ora di un nuovo DPCM. La data al momento sembra possa essere quella del 9 novembre.

Nuovo DPCM 9 novembre 2020: di cosa si tratta

Come riporta l’edizione odierna di Repubblica, si partirà prima da interventi mirati in alcuni territori sotto pressione, con nuove zone rosse e chiusure regionali delle scuole. Poi un nuovo dpcm, da varare la prossima settimana in assenza di dati confortanti sul fronte dell’epidemia. Un nuovo passo verso il lockdown, anche se non pesante come quello del marzo scorso.

Ecco come il governo si prepara a fronteggiare il virus nei prossimi dieci giorni.Non è finita. Lo dice la «curva subdola », come la definisce Giuseppe Conte, e la pressione sul sistema sanitario. Anche ieri i positivi hanno segnato un record, 26.831 su 201.452 tamponi. I ricoverati in terapia intensiva sono 115 in un giorno, quelli ordinari 983. I morti 217. Per questo, Palazzo Chigi e il ministero della Salute si muovono su un doppio binario.

Il primo è favorire strette di sindaci e governatori. L’altro è ragionare – ufficiosamente – di un nuovo giro di vite nazionale. Nulla di definitivo, ancora: ma senza un’inversione di tendenza nei prossimi giorni, altre misure arriveranno. Probabilmente a ridosso del passaggio parlamentare di Conte del 4 novembre. Di certo, entro il 9: è la data limite di cui sono a conoscenza alcuni vertici della pubblica amministrazione, che hanno iniziato ad attrezzarsi per questa eventualità.

Ancora una volta, Giuseppe Conte tentenna. Ha dieci giorni al massimo per intervenire. La sua scommessa è rallentare il virus con misure che evitino il lockdown totale. “Se non si raffredda la curva – ammette il commissario all’emergenza Domenico Arcuri – nessun sistema sanitario sarà capace di reggere”.

Di certo, nelle ultime ore sembra evaporata l’accusa di eccessiva prudenza rivolta a Roberto Speranza e Dario Franceschini, anche grazie al lockdown francese e a quello “morbido” tedesco, tanto che addirittura Matteo Renzi e Matteo Salvini non sembrano più escludere una chiusura totale.L’ipotesi più probabile, allora, è che la prossima settimana l’esecutivo metta sul tavolo nuovi interventi, sfruttando il voto alle Camere del 4 novembre sulle comunicazioni di Conte. Verrebbe così salvaguardata la festività religiosa del 1-2 novembre. Le misure potrebbero partire dal fine settimana, forse sabato 7.

Potrebbe trattarsi di una limitazione ulteriore alle attività commerciali (totale o oraria), un’ulteriore spinta verso lo smart working, forse anche il ritorno all’autocertificazione e ulteriori paletti agli spostamenti interregionali. Si vedrà. L’idea di Palazzo Chigi, però, resta quella di evitare la chiusura delle scuole medie ed elementari, sul modello francese.La Puglia le ha chiuse in autonomia, però, come la Campania. Altre Regioni seguiranno nei prossimi giorni. A riportarlo è l’edizione odierna di Repubblica

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