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Piastrinopenia autoimmune, cos’è la patologia di Camilla Canepa?

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Piastrinopenia autoimmune – Ecco cos’è la patologia che aveva Camilla Canepa, la ragazza 18enne morta dopo il vaccino AstraZeneca. Le ultime notizie dall’Italia e dal mondo aggiornate in tempo reale 24 ore su 24.

Soffriva di una malattia autoimmune del sangue Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni morta dopo la vaccinazione volontaria con AstraZeneca. Soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale. Gli investigatori vogliono capire se le due patologie fossero state indicate nella scheda consegnata prima della somministrazione del vaccino, il 25 maggio.

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L’indagine

Per questo i carabinieri del Nas di Genova stanno acquisendo cartelle cliniche e tutta la documentazione medica. I militari, delegati dai pm Francesca Rombolà e Stefano Puppo insieme all’aggiunto Francesco Pinto, stanno andando negli ospedali di Lavagna, dove la giovane è stata ricoverata il tre giugno, e al Policlinico San Martino

Tra i documenti che stanno acquisendo i militari anche le relazioni dei dirigenti medici del San Martino Pelosi e Brunetti. Martedì verrà dato l’incarico ai medici legali Luca Tatjana e Franco Piovella. 

vaccino-astrazeneca-dubbi
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Piastrinopenia autoimmune, ecco cos’è: la spiegazione

La Piastrinopenia Autoimmune (ITP) è una malattia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione e della soppressione della produzione. La malattia viene distinta in due forme: forme primarie (circa 80% del totale) e forme secondarie (20%). In entrambe le forme la natura della malattia sembra essere di tipo autoimmune e si rilevano autoanticorpi anti-piastrine. Non sono note le cause che scatenano questo processo e danno origine alla malattia. Nelle forme secondarie la malattia insorge a seguito di altre patologie (es: Lupus erimatoso) o a causa dell’assunzione di farmaci. La malattia ha un’incidenza stimata con un valore compreso tra 1.6 e 3.9 casi ogni 100.000 persone all’anno. 

La diagnosi si fa per esclusione. Cioè: dal punto di vista clinico la malattia è caratterizzata dall’assenza di ogni altro sintomo che non sia direttamente relazionabile alla piastrinopenia. Le manifestazioni cliniche sono tipicamente emorragiche: petecchie (macchie cutanee, piatte e rotondeggianti, causate da piccole emorragie), prevalentemente localizzate negli arti inferiori.

Quando le piastrine raggiungono un livello particolarmente basso, possono comparire emorragie di vario livello con perdite di sangue dal naso, gengive o nel tratto gastrointestinale o urinario. 

La malattia può comparire anche in gravidanza, anche se in modo raro, e non deve esser confusa con una Piastrinopenia gestazionale che è un evento benigno.

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Fonte: Il Messaggero

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