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Dice di essere gay, lo zio lo aggredisce con una bombola del gas: il caso ad Arezzo

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Dice di essere gay e lo zio lo aggredisce. Giacomo è un ragazzo di 28 anni, vive a Levane, un paese in provincia di Arezzo.

Due anni fa ha deciso di raccontare alla mamma e alla sua famiglia di essere gay. Ma come è successo a Malika il 28enne da quel momento ha vissuto un incubo fatto di aggressioni e insulti omofobi.

Il ragazzo, ai microfoni di Teletruria, ha raccontato la sua storia, partendo dal momento in cui ha fatto coming out in famiglia: “Nel momento in cui l’ho detto c’era solo mia madre, eravamo in cucina. Cercavo di spiegarlo nel modo più tranquillo possibile questo mio essere”.

Dice di essere gay e lo zio lo aggredisce

“Ma si è innervosita talmente tanto che ha chiamato il fratello”. Giacomo racconta che da quel momento per lui è iniziata una serie di aggressioni da parte della mamma e dello zio. Per fortuna invece il papà è sempre stato dalla sua parte e lo ha sostenuto.

Il 28enne racconta sfregandosi le mani sulle gambe o stringendole, in un gesto di disagio, le aggressioni subite dallo zio: “Oltre a prendermi a calci e pugni e a scaraventarmi per terra lasciandomi stordito ha preso una bombola del gas e mi ha colpito. Ero coperto di lividi e contusioni”.

Ma la violenza contro Giacomo non è stata solo fisica. Il ragazzo ha spiegato che la madre per controllarlo e manipolarlo gli ha tolto le chiavi di casa. “Fai schifo, sei un finocchio”, gli diceva. E il suo legale spiega che a Giacomo, che è stato vittima e ha denunciato, invece è arrivata una contro denuncia nei suoi confronti per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. “Oltre al danno la beffa”, ha commentato il legale.

fonte: nextquotidiano.it

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