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Megan Rapinoe, rivoluzione per Victoria’s Secret: stop alle “Angels”

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Megan Rapinoe – Il totale cambio di rotta per il famoso brand Victoria’s Secret: ecco cos’hanno deciso e chi saranno le nuove testimonial. Le ultime notizie dal mondo tutte le ultime news di attualità, curiosità e gossip aggiornate in tempo reale.

Se un produttore di hamburger iniziasse a dirsi animalista lo troveremmo ammirevole o penseremmo che vuole vendere più hamburger? La domanda, nemmeno troppo metaforica, si pone spesso per i brand di moda e bellezza che sbandierano un’adesione alle cause femministe più in voga, dopo essersi rivolti per decenni alle consumatrici proponendo modelli di femminilità oggi definita «tossica».

L’ultimo della serie è il marchio di intimo — ora in cattive acque — Victoria’s Secret, celebre per le sfilate dei suoi «Angels», cioè modelle dal corpo scolpitissimo. La supermodel Gigi Hadid racconta spesso, nelle interviste, di come il suo ingresso tra gli «Angeli» abbia significato una svolta lassista nei canoni di magrezza richiesti dal marchio. E per anni le interviste alle modelle selezionate per la passerella hanno rappresentato un vero e proprio genere, fondato soprattutto sul resoconto di come le modelle si preparavano al grande giorno.

Adriana Lima aveva dichiarato che «per i nove giorni prima della sfilata non mangio nulla di solido» e la collega Candice Swanepoel, nelle 12 ore precedenti, smetteva pure di bere. La direttrice del casting delle modelle Sophie Neophitou, nel 2015 cioè non in un altro secolo, dichiarò alla stampa che le ragazze potevano sfilare se avevano in corpo «meno del 18% di massa grassa». In pochi si stupirono, infine, quando nelle cronache dello scandalo sessuale che ha travolto il finanziere Jeffrey Epstein uno tra i nomi più ricorrenti era quello di Lesley Wexner, fondatore di Victoria’s Secrets.

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Victoria’s Secret cambia: basta “angeli”, ora VS Collective

Estate 2021, la svolta. Niente più ali, niente più diete chetogeniche spiegate in conferenza stampa. I sette nuovi angeli, dichiara il marchio, sono stati scelti per i loro successi e non per la loro linea. E non si chiamano nemmeno più «Angels». Ma «Collettivo»: il nuovo nome è «VS Collective», e ricorda quello di un gruppo di autocoscienza.

Chi sono? La calciatrice Megan Rapinoe, 35 anni, capelli rosa e una lunga militanza nell’attivismo Lgbt; la sciatrice cinese Eileen Gu, 17 anni; l’attrice indiana Priyanka Chopra, la modella transessuale brasiliana Valentina Sampaio, la fotografa femminista Amanda de Cadenet, la rifugiata del Sud Sudan e modella Adut Akech; infine la modella plus-size Paloma Elsesser, la cui taglia 14 (equivalente dell’italiana 50) ammessa nel tempio delle magrissime si sarebbe aggiudicata i titoli di mezzo mondo, solo qualche anno fa, e ora è solo una tra le testimonial della svolta di marketing più sfacciata della storia.

«l mondo cambiava e noi siamo stati lenti a rispondere. Prima vendevamo quel che gli uomini volevano, ora vendiamo quel che vogliono le donne». Questo ha detto l’amministratore delegato Martin Waters, rimasto ultimo uomo in un board completamente femminile. Al quale comunque le sette nuove guardiane della rivoluzione dovranno anche «offrire consulenza per il brand». E’ scritto nel loro contratto, che non prevede che sfilino solo ma anche che producano contenuti social e diano idee per le prossime linee.

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Megan Rapinoe: “Victoria’s Secret dava messaggi nocivi”

Victoria’s Secrets aveva vedute «patriarcali e sessiste su quel che significa essere sexy», ha detto in conferenza stampa Meghan Rapinoe. «Messaggi veramente nocivi». Ora la visione del sex appeal promossa dal marchio sarà meno unilaterale, e non più «concepita unicamente sotto le lenti del desiderio dei maschi” (che nemmeno il nuovo corso evidentemente prevede capaci, in proprio, di avere già immaginari e desideri diversi da quelli rappresentati dagli «Angels»).

Funzionerà? Più che spericolata la svolta sembrava inevitabile. Il marchio, che nel 2015 aveva una quota di mercato nel settore del 32%, ha perso undici punti percentuali nel frattempo. Dopo lo scandalo Epstein, ha anche cambiato dirigenza, e quest’estate si staccherà dalla holding di cui faceva parte, già provata dalla pandemia. Le nuove modelle impegnate sembrano convinte della possibilità di «riformare il sistema da dentro», come infiltrate: strada tentata nella storia da molti rivoluzionari, con diverse fortune.

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Fonte: Corriere della Sera

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