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Sabrina albergatrice disperata: “Senza soldi per mangiare, rovinata dallo Stato e dalle banche”

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sabrina-ristoratrice-rocca-pietore
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Sabrina albergatrice disperata – «Io, albergatrice, mi sento abbandonata. A fronte di un anno senza lavoro mi ritrovo con tante bollette e fatture in scadenza e zero ristori. Non siamo morti di Covid-19, è vero. Ma se il Governo continua su questa strada a non aver più vita saranno le nostre attività».

E’ uno sfogo accorato quello di Sabrina Soppera, titolare dell’hotel Villa Eden di Rocca Pietore, che ai giovani, colleghi e non, dice: «Scappate all’estero: forse avrete più rispetto di quello che stiamo ricevendo qua in questo momento».

Sabrina albergatrice disperata, le parole sulla situazione in Italia

«Dopo un anno – afferma l’imprenditrice – siamo allo stremo delle forze, con gli indennizzi che continuano a non arrivare. Ci ritroviamo senza nemmeno più il diritto di avere i soldi per mangiare. E intanto di notte si dorme poco e ci si risveglia nel panico. Da metà febbraio dell’anno scorso ad oggi abbiamo lavorato in agosto mentre un giorno prima di Natale ci hanno fatto chiudere lasciandoci in preda all’ansia. Sono seguite tutte le cancellazioni con le caparre da restituire: lavorando per il 60-80% con il mercato estero chi poteva venire con certe restrizioni? Pochi conoscono la realtà e i sacrifici degli albergatori oppure, più semplicemente, non se ne vuol parlare. Lo scorso anno abbiamo ricevuto 3-4mila euro di ristori su fatturati di 100-200mila euro mentre i colleghi europei hanno avuto indennizzi prima dell’estate e anche in autunno. Siamo tutti europei, ci dicono. Ma allora non dovremmo essere tutti uguali?».

L’albergatrice evidenzia come la situazione, nel complesso, stia giocando sulla pelle della sua e di altre categorie. «Da italiana – sottolinea – mi vergogno. E pensare che abbiamo l’attività dal 1973 e ne abbiamo passate tante… Sono stanca di sentire da anni che si abbasseranno le tasse e invece ciò non accade mai: bisognerebbe denunciare in Europa questa ingiustizia. Che poi, le chiamano tasse, ma quando paghi il 40-50-60% degli introiti diventano ben altro».

chiusura-bar-ristoranti-italia
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fonte: ilgazzettino.it

3 Commenti

  1. […] In particolare l’attrice ha voluto denunciare il problema delle acciaierie. Una realtà a dir poco drammatica. “Quando si arriva a mettere in discussione se sia più importante il lavoro o la vita, si crea un cortocircuito mostruoso. Nessuno mai dovrebbe essere costretto a dover scegliere – dice la Ferilli –. Purtroppo con le acciaierie succede questo. La politica deve dare risposte, non ci sono figli di serie A e serie B. Non è giusto che per non bonificare o per non cambiare una modalità di produrre migliaia di lavoratori possono ritrovarsi senza lavoro”.  […]

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