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Nuovo DPCM ottobre 2020, ecco cosa cambia e cosa dovremo fare

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Nuovo DPCM ottobre 2020. Ultime notizie nuovo DPCM Italia 7 ottobre 2020. Ormai ci siamo, dopo un mese dalla firma dell’ultimo DPCM il 7 settembre scorso, mercoledì il premier Giuseppe Conte avrà il compito di firmare e annunciare il nuovo DPCM con nuove misure restrittive anti Covid.

Come riporta l’edizione online del Corriere della Sera, le novità sostanziali del DPCM di ottobre sono sostanzialmente tre: mascherine all’aperto, coprifuoco per tenere la movida sotto controllo, limitazione del numero di persone in un luogo chiuso.

Nuovo DPCM ottobre 2020, le novità volute dal Governo

Sono queste alcune misure che il governo sta valutando per contenere il contagio da coronavirus. La curva epidemica continua a crescere e secondo gli esperti il numero dei nuovi positivi continuerà a salire nelle prossime settimane visto che milioni di italiani sono ritornati alla vita normale con la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività dopo la pausa estiva.

Per questo sarà chiesto al Parlamento di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 e nel decreto saranno introdotte nuove regole, ma anche aggiornata la lista dei Paesi a rischio e sarà eliminata la Grecia che ha una situazione migliore rispetto all’estate.

Questa la lista delle novità più importanti riportate dall’edizione online del Corriere della Sera:

“Protezioni e distanza di 1 metro

Mascherine, lavaggio frequente delle mani e distanza di sicurezza di almeno un metro. Le regole fondamentali non cambiano, ma il nuovo Dpcm che il capo del governo firmerà entro mercoledì e che il ministro della Salute presenterà martedì in Parlamento conterrà una stretta, perché l’impennata dei contagi ha fatto scattare l’allarme rosso.

Trasporto pubblico e negozi

La capienza di autobus e treni del trasporto pubblico locale non andrà oltre l’80 per cento dei posti a sedere, ingressi contingentati nei negozi, coperti ridotti al ristorante, discoteche chiuse. La distanza minima tra una persona e l’altra resta un metro, ma anche su questo aspetto la linea della “massima prudenza” seguita dal Comitato tecnico scientifico e dal ministro Roberto Speranza porterà il governo ad aumentare il livello di precauzione, fino all’arrivo del vaccino.

Stadi e spettacoli

Un passaggio delicato è quello che riguarda la limitazione del pubblico, una restrizione che riguarda spettacoli, sport e non solo. All’aperto non sarà possibile riunire più di mille persone alla volta, rigorosamente distanziate: una misura che riguarda le manifestazioni di piazza, ma anche gli stadi. Il governo sul calcio non cambia idea, il limite per gli stadi resta a 1000 spettatori. Al chiuso (cinema, teatri, sale da concerto) non sarà possibile superare il limite di 200 persone e questa misura riguarda anche le iniziative private, come i matrimoni. La riduzione dei posti nelle sale preoccupa gli addetti ai lavori. L’Agis ha scritto a Conte e al ministro Franceschini, chiedendo che non si metta “in ginocchio” un settore già gravemente colpito dalla pandemia e che si tenga conto “della reale capienza delle sale e della possibilità di una maggiore presenza nel rispetto del distanziamento previsto”.

Mascherine all’aperto

È stata la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ad anticipare la possibilità di introdurre l’obbligo di mascherine all’aperto come già accade in molte Regioni e il premier Giuseppe Conte ha confermato che si sta valutando questa misura. «Dobbiamo fare in modo che il sacrificio enorme fatto come Paese dia dei risultati permanenti. Se oggi l’Italia vanta numeri così diversi dal resto d’Europa è perché siamo stati rigorosi. Di fronte a una ripresa molti sindaci e presidenti di Regione stanno andando in questa direzione», ha sottolineato Zampa. Le mascherine all’aperto servirebbero soprattutto ad evitare i contatti tra ragazzi all’uscita delle scuole e la sera nei luoghi di ritrovo. In questo caso sarebbero introdotte le multe così come avviene nel Lazio, da 500 a 3.000 euro”.

Come riporta Il Messaggero inoltre, si sta studiando una norma che fissi un orario per la chiusura di bar, pub e ristoranti, come già fatto in altri paesi europei, che potrebbe essere attorno alle 23. Più delicato il nodo delle feste private, nelle case.

Possibile, come già applicato nel Regno Unito, un limite alle persone che partecipano a una riunione familiare o tra amici, ma appaiono complicati i controlli. Nei bar, nei pub e nei ristoranti confermata la necessità del mantenimento delle distanze di almeno un metro tra i tavoli.

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