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Follia tamponi Napoli, 7 ore in fila ​ammassati sotto la pioggia: “Ora ho la febbre”

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Follia tamponi Napoli – Ultime notizie dalla Campania in merito al Coronavirus. La regione governata da Vincenzo De Luca negli ultimi giorni ha registrato numeri altissimi in chiave contagio da Covid. Nella giornata di ieri, ad esempio, i positivi erano 544. Un record assoluto per la Campania che invece in tempi di lockdown è stata tra le regioni meno colpite.

Più contagi significa più tamponi da effettuare, motivo per cui quelle poche strutture autorizzate ad effettuare tamponi sono state prese d’assalto nelle ultime ore. A raccontarlo è l’edizione online de Il Mattino, che racconta la storia di Laura.

Orario d’arrivo 7.30, orario di uscita 14.50. Sette ore e venti minuti di attesa ieri per ottenere un tampone. Laura racconta la sua giornata con un filo di voce. Lo farà a più riprese fino all’ultimo contatto nel pomeriggio.

Follia tamponi Napoli, 7 ore d’attesa ammassati sotto la pioggia

“Tornata a casa dopo tutte quelle ore sotto la pioggia ho scoperto di avere la febbre”, racconta Laura al Mattino. Lei è stata una dei quasi seicento cittadini napoletani che ieri hanno ottenuto la possibilità di essere sottoposti al tampone nel centro situato al Frullone. 

Il Mattino racconta come la sua vicenda inizia qualche giorno fa quando scopre che il familiare di un suo collega di lavoro è positivo al Coronavirus. Chiama il suo medico curante per chiedere cosa fare e il dottore le suggerisce di sottoporsi all’esame chiedendo un appuntamento per la sua assistita.

“Mi avevano detto di anticiparmi rispetto all’orario di inizio delle visite perché ci sarebbe stata un po’ di gente ma non immaginavo di trovarmi in quella bolgia infernale”.


“All’arrivo delle guardie giurate quella gigantesca massa di persone si muove all’unisono, tutti accalcati sotto al casotto per conquistare il numero. Ti senti stritolata in quella poltiglia di persone, se poi c’è anche la pioggia diventa tutto più difficile”.

Laura è affranta, spiega di essere andata fin lì per avere certezze sulla negatività al virus “però potrei essere stata contagiata proprio qui in attesa del tampone. Decine di persone mi hanno respirato addosso a dieci centimetri di distanza e anche se indossavano la mascherina, credetemi, il loro respiro lo sentivo ugualmente addosso”.

“Sapevo che sarebbe stata lunga, non credevo però che saremmo stati lasciati all’aperto in un cortile sotto la pioggia”. Finalmente alle 14.50 il numero 472, quello conquistato da Laura alle 7.30 del mattino è stato convocato.

L’esame è durato pochi secondi, Laura è subito andata via, a casa, ad asciugarsi: Mi sono presa la febbre, sentivo troppo freddo e ho pensato di misurarla. Fortunatamente non è alta, è a 37 e mezzo, ma il raffreddamento di oggi non m’interessa. Spero solo di non essere rimasta contagiata in mezzo a quella ressa”.

Insomma, è proprio il caso di dirlo: oltre il danno, la beffa. Come Laura sono tantissime altre le persone che hanno dovuto subire questa situazione.

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