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Bassetti su variante sudafricana: “Devo smentire questa notizia”

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Bassetti su variante sudafricana – Il Prof. Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria, racconta ai microfoni de Le Iene il suo punto di vista in merito alle varianti del virus che circolano in tutto il mondo. Ecco le sue parole in questa intervista:

Professor Bassetti, c’è davvero da preoccuparsi per questa variante sudafricana?

“I dati a oggi disponibili dicono che la variante sembra non sfuggire al vaccino, comunque prima di trarre qualsiasi conclusione serve studiarla. Abbiamo avuto un convegno a cui ha partecipato il professor Brink di Cape Town, tra i primi a segnalarla, e ci ha spiegato come sembri essere più contagiosa ma non più aggressiva. Si sta ancora studiando, i lanci in avanti sono prematuri: niente panico”.

E’ fondata la paura su una possibile non efficacia dei vaccini?

No, è infondata, e chi diffonde queste notizie sbaglia: prima di mettere in dubbio l’efficacia del vaccino bisognerebbe avere più informazioni scientifiche. Oggi comunque abbiamo parlato, come detto, con uno degli scopritori di questa variante e l’allarme sui vaccini non è venuto. Serve cautela”.

Bassetti su variante sudafricana, le parole dell’infettivologo

Quindi è giusto continuare con la campagna vaccinale?

Assolutamente sì, il vaccino rappresenta l’unica speranza di uscire da questo tunnel della pandemia. Se anche ci fossero delle varianti che rispondono di meno al virus, e per adesso non ci sono evidenze in tal senso, tutte le altre sarebbero fermate. E meno circola il coronavirus, meno persone si contagiano e meno possibilità ha il virus di mutare di nuovo. E’ fondamentale che tutti si vaccinino”.

C’è qualcosa che vuole aggiungere?

“Serve investire in ricerca genomica: in Italia si fanno i tamponi e i test antigenici, ma la determinazioni delle varianti viene fatta solo in alcuni laboratori. Non c’è una mappatura precisa della diffusione delle varianti, avviene solo in alcuni centri. Servono più centri attrezzati: visto che stanno circolando queste varianti, visto che siamo in piena campagna vaccinale, visto che abbiamo ancora molti casi, sarebbe opportuno investire per rendere più laboratori capaci di individuare le sequenze genetiche”

Concentriamoci sulle buone notizie: è vero che l’Italia ha buoni dati in questo momento?

“I numeri italiani in questo momento sono buoni, l’epidemia sta rallentando: siamo intorno al 5% dei test positivi. Da qualche giorno le curve stanno prendendo un trend di discesa. Ci sono ovviamente differenze regionali, ma anche in confronto agli altri paesi europei le cose stanno andando bene: i contagi, i ricoveri e i decessi stanno lentamente scendendo”.

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