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Renato Zero intervista: “Sul Covid governo scandaloso, si è fatto trovare impreparato”

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Renato Zero intervista sul Covid. Le parole del noto cantante romano ai microfoni di ADNKronos. Zero ha commentato l’attuale situazione italiana relativa alla pandemia, e l’atteggiamento del governo nell’affrontarla.

Noi italiani abbiamo dimostrato col Covid di essere all’altezza di comprenderne la gravità e assumerci le nostre responsabilità, cambiando quasi totalmente le nostre abitudini, a discapito di una libertà che pensavamo di avere conquistato definitivamente e invece ce la siamo vista a scippare da un virus, e dal fatto che non ci siamo preparati a prevenirlo. Oggi è scandaloso che il governo non sia stato in grado di prepararsi a questa seconda ondata, con efficacia definitiva e tangibile verso i lavoratori”.

Renato Zero intervista sul Covid

“I governi -spiega l’artista- dovrebbero prepararsi a queste evenienze. In passato non eravamo in grado di approntare una difesa massiccia e adeguata, oggi sì”.

“L’avere fiducia nella politica viene meno quando i risultati sono che se non avessimo pagato le nostre tasse avremmo passato un brutto quarto d’ora, ma quando si tratta di ricevere le quote della cassa integrazione, passano dei mesi e forse quei danari non arriveranno mai. Questo lo trovo gravissimo è offensivo”.

Sul fatto dei ristoranti, mi viene da pormi un quesito. Andare al ristorante alle 13 è meno pericoloso che andare alle 20? Perché? Ho tanti amici ristoratori, e a pranzo non ci va nessuno al ristorante. Con lo smart working la gente consuma il pasto fugace dove si trova. La funzione del ristorante è per lo più serale. Se invece che far chiudere alle 18 avessero permesso ai ristoratori di usufruire della cena, molti non si sarebbero lamentati, né avrebbero chiuso i battenti”.

“Qual è la differenza? Me lo deve spiegare qualcuno”, sbotta Renato. E sulle chiusure di teatri e concerti, non la manda a dire: “Ci vuole il piatto di pasta, ma l’arte è il cibo dell’anima. La musica dà da mangiare, in un modo diverso ma ci nutre. Chi ancora oggi dice che la cultura non da mangiare è uno stronzo, un incapace e forse non è nemmeno un buon italiano”.

Come sto affrontando la pandemia? Io scendo volentieri in strada con la mascherina. Incontro la gente, ho bisogno del saluto, di non tralasciare gli amici e le mie frequentazioni prendendo ovviamente tutte le precauzioni del caso. Ma il terrorismo a me non piace e non voglio esserne vittima”.

Spiega Zero, intervistato dai giornalisti in occasione dell’uscita del secondo volume di ‘Zerosettanta’, la trilogia cominciata il 30 settembre, come vive il difficile momento di pandemia e le misure restrittive imposte dal governo. “Consiglio a tutti di mantenere molto saldi rapporti col mondo esterno -aggiunge l’artista – e di fare il possibile per non passare dalla tazzina di caffè al Tavor, perché quello lo trovo molto pericoloso”.

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