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Ponte Immacolata – Primario TI ospedale Sacco: “Mi fa paura il ponte dell’8 dicembre”

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Ponte Immacolata – Il timore di Emanuele Catena, primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco, per l’8 dicembre. Le ultime notizie di attualità sul coronavirus in Italia tutte le ultime news aggiornate.

“Se i dati si dovessero confermare, mi aspetto nei prossimi giorni una fase di stabilizzazione, con un miglioramento netto a partire dai primi giorni di dicembre”, riguardo la curva dell’epidemia da coronavirus in Italia. Ma “tutto questo è legato alla correttezza dei comportamenti sociali: quello che a me fa più paura è il ponte dell’Immacolata e di Sant’Ambrogio”. Lo ha detto a ‘Buongiorno’, su Sky Tg24Emanuele Catena, primario del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano.

Si potrebbe osservare un miglioramento netto a partire dai primi giorni di dicembre – sottolineato l’esperto – La curva dei ricoveri potrebbe scendere, scenderà lentamente. L’augurio è vedere verso la fine del prossimo mese una riduzione dei posti letto di terapia intensiva occupati di almeno del 30 o 40%”.

“I segnali positivi – ha aggiunto – ci sono. Sicuramente quello che si sta osservando è un minor accesso al pronto soccorso da parte di pazienti Covid e un maggior afflusso di pazienti non Covid. E’ un primo segnale di inversione di tendenza e può essere interpretato come un segnale ottimistico. Sono calati anche i numeri dei ricoveri in terapia intensiva. Non tanto al Sacco, che è un ospedale di prima linea, ma se allarghiamo lo sguardo sulle terapie intensive lombarde notiamo che fino alla scorsa settimana avevamo 60-70 nuovi ricoveri, negli ultimi 2 o 3 giorni ci stiamo assestando su 30-40″.

Le dichiarazioni sul Natale

Per Natale “tutti cerchiamo un po’ di normalità, ma penso sia corretto mantenere delle manovre restrittive morbide ma continue, in maniera tale da evitare dei picchi e un andamento a dente di sega dei contagi e della mortalità. La sfida è mantenere un comportamento rigoroso e corretto, per evitare la terza ondata, che potrebbe insorgere a metà gennaio”.

Quanto a un’eventuale terza ondata, il primario dell’ospedale milanese ammonisce: Non possiamo permettercelo. Anche dal punto di vista psicologico, cittadini e sanitari non riuscirebbero a reggere un impatto di questo genere.

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Fonte: Adnkronos

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