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Intervista Speranza Rai 3: “Vietate le feste in casa, non sono essenziali! Ci saranno segnalazioni…”

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Intervista Speranza Rai 3 oggi 11 ottobre a Che Tempo Che fa. Roberto Speranza, Ministro della Salute, è intervenuto nel corso del programma di Rai 3 Che Tempo Che Fa condotto da Fabio Fazio. Speranza si è soffermato a riportare le ultime notizie in merito alle prossime restrizioni per evitare l’aumento dei casi di positività al Covid-19:

“Intanto vi dico che il quadro epidemiologico nelle ultime settimane in Europa è di gran lunga peggiorato. Nonostante ciò in Italia per fortuna i nostri numeri sono molto più bassi del resto dei paesi europei. Vi annuncio che siamo ad un cambio di fase”.

Intervista Speranza Rai 3 oggi Che Tempo Che Fa, l’annuncio sul divieto di feste in casa

“Se negli ultimi mesi le misure del Governo erano atte ad allargare le maglie delle restrizioni, da domani ci sarà un cambio di marcia con un restringimento delle maglie. Dobbiamo fare questo subito, proviamo a giocare d’anticipo, in modo da non dover arrivare a quelle misure così drastiche che abbiamo avuto in passato”.

Nuove misure per abbassare il contagio? “Proveremo ad incidere su alcuni pezzi delle persone che non riteniamo essenziali. Ci sono cose fondamentali e altre che non lo sono. Noi abbiamo fatto un investimento enorme sulle scuole, perché pensiamo che esse siano davvero essenziali”.

“Abbiamo investito soldi in mascherine, edilizia, mascherine. E proviamo a tenere i ragazzi a scuola in sicurezza. Se poi però di pomeriggio, fuori dalla scuola, c’è una festa tra bambini che può essere veicolo di contagi. Motivo per cui ho proposto di vietare le feste private, quelle organizzate a casa”.

Fazio a questo punto chiede al Ministro con aria incredula: “Scusi ma come si fa a vietare le feste in casa? C’è qualcuno che andrà di casa in casa a controllare?”

Speranza: “Beh, al momento non sono una cosa essenziale. Sono sicuro che gli italiani non hanno bisogno di un carabiniere dietro la porta di casa per rispettare una norma. Poi è ovvio che ci saranno più controlli, più segnalazioni da parte delle persone”.

Il lockdown dobbiamo evitarlo, e per questo servono queste norme. Motivo per cui queste norme andranno osservate. Ritengo che un punto debba essere chiaro: siamo in una fase diversa, abbiamo bisogno di un segnale di maggiore rigore da parte di tutti”.

“In questa fase, ciò che non è essenziale e prioritario va gestito con assoluta attenzione. Ci sono i protocolli per tutta una serie di iniziative, ma ovviamente non puoi avere un protocollo per una festa privata. Una cosa è avere un controllo di un evento organizzato, un’altra è favorire un assembramento libero”.

“Lo stesso vale per gli assembramenti all’esterno dei locali, dei bar, ci saranno delle restrizioni anche in questo senso”

Possibili lockdown mirati? “E’ una delle possibilità, ma al momento in Italia nessuna area ha queste condizioni così difficili”.

“Permettetemi di dire una cosa, il sistema sanitario italiano ha retto benissimo. Non pensate però che in qualche mese possano essere risolti problemi che ci sono da 15 anni”.

“Vi dico inoltre che il CTS ha scelto di ridurre a 10 i giorni di quarantena”.

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