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Massimo Adriatici, assessore leghista spara e uccide un marocchino a Voghera

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Massimo Adriatici – La drammatica vicenda che vede coinvolto l’assessore leghista alla sicurezza di Voghera: ecco cos’è successo. Le ultime notizie dal mondo e dall’Italia aggiornate in tempo reale ogni giorno tutte le ultime news 24 ore su 24.

Massimo Adriatici, l’assessore alla sicurezza del comune di Voghera (provincia di Pavia), è da martedì sera agli arresti domiciliari. È stato fermato dai carabinieri dopo che alle 22.15, in piazza Meardi, nel centro di Voghera. Aveva sparato un colpo di pistola uccidendo un cittadino marocchino trentanovenne di cui ancora non è stato comunicato il nome.

Secondo le prime ricostruzioni, tra i due uomini sarebbe iniziata una lite fuori dal bar Ligure, all’angolo con corso XXVII Marzo, dopo che l’assessore si era rivolto all’uomo intimandogli di smettere di dare fastidio ad alcuni passanti. La lite sarebbe salita di tono fino a che l’assessore non avrebbe sparato con la sua pistola. L’uomo, ferito, non sembrava inizialmente essere in condizioni disperate, ed è stato trasportato in codice giallo all’ospedale di Voghera. Poi però le sue condizioni si sono aggravate molto velocemente fino a che, poco prima delle due del mattino, è stata dichiarata la morte.

Massimo Adriatici si difende, colpo partito per errore

Massimo Adriatici, assessore leghista alla Sicurezza di una giunta di centrodestra, è avvocato penalista, ex sovrintendente di Polizia e docente di Diritto penale alla Scuola allievi agenti di polizia del Piemonte. Aveva recentemente emesso un’ordinanza valida fino al 18 agosto che proibiva per l’estate ai bar «di detenere e conservare bevande alcoliche di qualunque genere e gradazione a temperatura inferiore a quella ambiente abbassata mediante utilizzo di sistemi o apparecchi di refrigerazione e rinfrescamento».

In pratica gli esercenti non possono a Voghera conservare in frigorifero bevande alcoliche. Il divieto non riguarda pizzerie e alimentari da asporto «dove la vendita di bevande alcoliche a temperatura inferiore a quella ambientale è consentita solo se abbinata alla vendita di alimenti prodotti o cucinati al momento». L’assessore aveva giustificato il provvedimento dicendo che serviva per prevenire episodi molesti dovuti all’abuso di alcol.

Non si sa se martedì sera l’assessore stesse girando il centro di Voghera per capire se la sua ordinanza venisse rispettata. Qualunque cosa stesse facendo, la stava facendo armato di una pistola calibro 22 regolarmente registrata (Adriatici ha il porto d’armi).

L’assessore ha spiegato nel primo interrogatorio ai carabinieri, incaricati del caso, di aver prima chiamato la polizia e poi di aver affrontato l’uomo e che il colpo sarebbe partito dopo che era stato spintonato e mentre stava cadendo a terra. Secondo la sua versione, il cittadino di origini marocchine, già conosciuto dalle forze dell’ordine, stava molestando una ragazza.

Le parole di Angelo Ciocca

Angelo Ciocca, eurodeputato della Lega di origini pavesi, ha subito parlato a difesa del suo collega di partito: «Se non fosse stato per un uomo lì presente, assessore leghista, già appartenente alle forze dell’ordine in passato, probabilmente ora staremmo parlando di una violenza su una ragazza innocente. La dinamica è senza dubbio di legittima difesa e l’augurio è che ancora una volta non si strumentalizzi politicamente quanto accaduto. Potersi difendere è sempre un diritto legittimo».

Nessuna versione è stata fornita per ora dai carabinieri che dovranno capire se il colpo dalla calibro 22 dell’assessore leghista sia partito davvero accidentalmente.

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Fonte: Il Post

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