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Fedriga contro governo su coprifuoco: “Cambiati accordi già presi”

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Fedriga – Le dichiarazioni di Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, sulle decisioni del governo nel nuovo Cdm. Le ultime notizie di politica dall’Italia e dal mondo aggiornate 24 ore su 24 tutt le ultime news in tempo reale.

Si alza lo scontro tra Regioni e governo sul decreto legge appena approvato dal Consiglio dei ministri. Le polemiche riguardano due temi principali. Il coprifuoco (al centro delle tensioni tra Draghi e Salvini) che «l’unanimità delle Regioni» voleva spostare alle 23, e il rientro a scuola degli studenti delle superiori. Proprio sulla presenza in classe degli adolescenti il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga accusa il governo di «aver cambiato un accordo raggiunto». «Sulla scuola c’è un problema politico e istituzionale importante. Aver cambiato un accordo siglato con la Conferenza delle Regioni, Anci e Upi in Consiglio dei Ministri è un precedente molto grave che non credo ci sia mai stato. Si è incrinata la leale collaborazione tra Stato e regioni». Fedriga ha convocato una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni alle 15.30 proprio per valutare il nuovo decreto legge.

Fedriga: «Non ci hanno ascoltato»

Martedì sera i ministri Gelmini, Bianchi e Giovannini avevano raggiunto un accordo con le Regioni e gli enti locali: per le superiori, la soglia minima delle presenze in classe era il 60%. Ma ieri il consiglio dei ministri ha modificato il compromesso raggiunto: il premier Mario Draghi ha fissato una didattica in presenza al 70 nelle zone gialle e arancioni, mentre nelle zone rosse la percentuale oscilla tra il 50 e il 75 per cento.

«Dispiace che il contributo costruttivo di tutte le regioni d’Italia non sia stato accolto. Come conferenza abbiamo dimostrato che in un momento d’emergenza si può trovare unità indipendentemente dalle appartenenze politiche presentando proposte fattibili e di equilibrio». Questo dice il governatore del Friuli Venezia Giulia che giudica «un precedente molto grave» l’aver cambiato «in Consiglio dei ministri un accordo siglato dalla Conferenza delle Regioni con i Comuni tramite Anci e con le provincie tramite Upi». Gli accordi si possono cambiare ma «riconvocando chi quegli accordi li ha presi» aggiunge Fedriga che ha immediatamente convocato una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni.

Spostamento coprifuoco chiesto all’unanimità delle Regioni

Altro fonte caldo nei rapporti tra governo e Regioni è il coprifuoco che l’esecutivo non ha voluto modificare. Il governatore lombardo Attilio Fontana spiega: «Non possono essere d’accordo sulle 22 perché in Conferenza Regioni all’unanimità avevamo chiesto l’allungamento di un’ora e maggiore disponibilità sulle aperture di ristoranti e bar. Anche noi siamo delusi che le nostre richieste non siano state soddisfatte». Quella delle Regioni era «una proposta assolutamente responsabile», qualcuno «mi spieghi perché un’ora di distanza farebbe schizzare i contagi in alto».«Come tutte le altre – aggiunge Fedriga parlando a Radio KissKiss – è stata presa all’unanimità in Conferenza delle Regioni. È stato fatto un gran passo avanti tra i territori, forse più che a livello centrale. Tutte le proposte sono condivise da Nord a Sud e da destra a sinistra. Nella concretezza del quotidiano, abbiamo superato le divisioni partitiche». .

«Faremo sentire la nostra voce in Parlamento»

«Condivido l’impostazione di Draghi su alcune tematiche. Non condivido il fatto che sull’apertura delle scuole l’accordo fatto in Conferenza delle Regioni pochi giorni prima, sia stato di fatto modificato dal Consiglio dei Ministri» afferma il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. «La conferma del coprifuoco alle 22, l’apertura di cinema e teatri e al contempo il divieto di mangiare all’interno di un ristorante: sono decisioni incoerenti – attacca il governatore della Liguria Giovanni Toti -. Su questi temi le Regioni si riuniranno e faremo sentire la nostra voce. Che è la stessa di chi in queste ore protesta per i provvedimenti presi. Speriamo che il Decreto arrivi immediatamente in Parlamento, dove anche i nostri parlamentari faranno di tutto per rimediare a queste incongruenze. Così non va. È il buonsenso che lo dice».

Salvini: «Fiducia a Draghi non al governo Speranza o Franceschini»

«Se tutte le Regioni e tutti i comuni di ogni colore chiedono la stessa cosa allora non è un capriccio della Lega»: torna ad attaccare il leader della Lega, Matteo Salvini. «Credo che il premier apprezzi la lealtà, la schiettezza e la coerenza. Noi abbiamo dato la fiducia a Draghi non al governo Speranza o Franceschini» aggiunge.

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Fonte: Corriere della Sera

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