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Boccia lockdown: “Uno nazionale come a marzo non è più riproponibile”

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Boccia lockdown – Le parole del ministro Francesco Boccia su un nuovo possibile lockdown nazionale. Le ultime notizie sulla politica e sul coronavirus dall’Italia 24 ore su 24 in aggiornamento tutte le news dell’ultim’ora.

Un lockdown nazionale, come nella prima ondata del coronavirus, oggi non è più riproponibile perché a marzo-aprile non c’era nulla. Non c’erano le mascherine, i ventilatori per adeguare le terapie intensive, nulla nel mondo.

Lo ha detto il ministro per gli Affari RegionaliFrancesco Boccia, nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare per le questioni regionali in relazione alle recenti evoluzioni dell’emergenza coronavirus.

Boccia lockdown, le parole

“La rete sanitaria sta reggendo sia sulle terapie intensive che sui posti dell’area medica – ha continuato Boccia –  ma gli ospedali da campo allentano la pressione sui pronto soccorso e sulle aree in difficoltà. Avere la certezza di 932 posti in 14 regioni dà il senso del lavoro eccezionale dalle forze armate e dalla croce rossa italiana. Da ieri inoltre va ad aggiungersi l’accordo tra Emergency e la protezione civile. Oggi inoltre scade il bando per i medici in Campania ma ne indiremo uno nuovo con la protezione civile per tutto il territorio nazionale”.

Gli ospedali da campo sono dunque preziosissimi per allentare la pressione sugli ospedali e i pronto soccorso ma servono più medici. Il ministro ha ricordato che oggi “scade alle ore 12 il primo bando per medici specializzati per la Campania. Ma con il capo della Protezione civile Borrelli legheremo già un nuovo bando di altri 200 medici per tutto il territorio nazionale. Nelle prossime ore sarà varato”.
 
Alle Regioni, dopo la richiesta dei governatori ridurre da 21 a 5 i parametri sanitari per la classificazione delle regioni (e oggi torna alla carica il presidente della Lombardia Attilio Fontana), Boccia ripete quanto già chiarito dal ministro della Salute Roberto Spranza: I governatori ieri hanno chiesto un confronto con il governo. Ma il confronto avviene ogni settimana in cabina regia con le regioni. In quel contesto se dovesse venire fuori una valutazione scientifica che dovesse mettere in discussione i parametri allora se ne potrebbe discutere. Ma ciò che non possiamo fare è politicizzare tali parametri rendendoli discrezionali.

AGGIORNAMENTO 19 NOVEMBRE ORE 16:30

“Non escludo che possano esserci altre regioni rosse, sempre sulla base dei dati del monitoraggio”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Quanto alla possibilità di differenziare zone diverse all’interno delle stesse regioni, Boccia ha ribadito che è una possibilità “che già c’è”. “Quelle regioni che sono state rosse, nella settimana di attenzione, possono allentare le misure in alcune province”. ha aggiunto. A riportarlo è Tg Com 24 online.

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