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Divieto spostamenti tra regioni prolungato di 1 mese

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mario-draghi
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Divieto spostamenti tra regioni – Ancora un mese di stop alla mobilità tra Regioni. Il decreto ora in vigore fissa al 25 febbraio il divieto di spostamento, ma è “indispensabile”, come dice il ministro della Salute Roberto Speranza, confermare questa norma proprio mentre le varianti del Covid-19 si stanno diffondendo in tutta Italia con grande velocità.

Per questo il Consiglio dei ministri convocato lunedì mattina approverà un nuovo provvedimento che avrà come data di scadenza il 27 marzo. Non è escluso neanche che la proroga duri fino al 31 marzo. Non oltre perché l’esecutivo si riserva di decidere più in là nel tempo le norme per la settimana di Pasqua. Inoltre i limiti riguarderanno anche la possibilità di fare visita ad amici e parenti, ossia la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un’altra abitazione privata massimo in due persone, più i figli minori di 14 anni.

Divieto spostamenti tra regioni, la scelta del governo Draghi

“Purtroppo con le varianti in circolazione continuare con le restrizioni è indispensabile”, osserva Speranza durante l’incontro con i governatori, i quali hanno presentato un loro documento che domani la titolare del dicastero delle Autonomie, Maria Stella Gelmini, porterà sul tavolo del governo in vista del 5 marzo, giorno in cui decade il Dpcm che prevede la divisione dell’Italia in zone.

In questo documento sono contenute le proposte avanzate dalle Regioni, che chiedono di inserire nella cabina di regia politica – non quella del monitoraggio del contagio – anche i ministri economici “al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese”. Ieri il premier Mario Draghi ha convocato una call per discutere anche di questa ipotesi.

I governatori accendono i fari ancora una volta sui ristori: “In via strutturale, il provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori deve anche attivare gli indennizzi”. Insomma, ristori tempestivi a qualsiasi livello per le categorie penalizzate dalle chiusure sia nazionali che locali.

Ritengono necessario poi venire a conoscenza dei provvedimenti con un congruo preavviso per evitare il caos come per lo sci e i ristoranti aperti/chiusi nel weekend. L’ipotesi che circola è che il monitoraggio venga effettuato a inizio settimana e non venerdì per far arrivare la decisione delle zone troppo a ridosso del week end.

speranza-frena
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fonte: huffingtonpost.it

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