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Alberto Bellelli, ladro scippa ragazza: il sindaco di Carpi lo insegue e lo ferma

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Alberto Bellelli – Il gesto eroico del sindaco di Carpi che è riuscito a sventare una rapina di un ladro ai danni di una ragazza. Le ultime notizie di attualità dall’Italia e dal mondo tutte le ultime news aggiornate in tempo reale.

«Sono il sindaco! Le telecamere ti stanno riprendendo, butta la refurtiva a terra e fermati!». La scena concitata è stata questa e diverse persone l’hanno vista mentre passeggiavano in centro, sotto i portici cinquecenteschi della chiesa di San Nicolò, a Carpi, cittadina nel Modenese di circa 70.000 abitanti. Saranno state circa le tredici di mercoledì, quando una ragazza davanti a un bancomat nelle vicinanze ha gridato«Mi hanno derubata!».

Un reato tra scippo e furto con destrezza, si appurerà poi. Mentre prelevava 500 euro una donna l’ha distratta e un complice le ha strappato i soldi. Nei pressi dello sportello sostava casualmente il sindaco Albero Bellelli, 44 anni, che stava tornando in ufficio. Si è voltato e ha visto un giovane che scappava di corsa. Senza esitare un istante, il primo cittadino si è messo all’inseguimento. Duecento metri a perdifiato lungo il viale e al termine dello sprint ha letteralmente braccato il fuggitivo, uno straniero dell’Est di 25 anni risultato poi, tra l’altro, incensurato.

«Pietà, pietà per i miei figli»

Ma fermarlo non è stato così semplice. Il ladro — al cui inseguimento intanto si era messo anche il marito della donna, in auto — ha dribblato colonne e passanti mentre il primo cittadino nel rincorrerlo non ha rinunciato, fiato permettendo, a fargli un mezzo predicozzo. Al Resto del Carlino, nella cronaca a firma Maria Silvia Cabri, Bellelli ha raccontato infatti di avergli gridato di «fermarsi perché non aveva scampo e c’erano le telecamere a riprenderlo». Ma lui niente. «Ha continuato a scappare, cambiando sempre direzione — è il racconto 24 ore dopo stavolta a Corriere.it —. Prima in via Berengario, poi in via Giuseppe Rocca. Anche se nella fuga ha ripetuto più volte “pietà, pietà per i miei figli”. Figurarsi, non c’era alcun intendimento di volergli fare mel male, volevo solo recuperare il maltolto, la refurtiva» spiega il sindaco, nella vita funzionario Pd e un passato — «ma ero poco più che un ragazzo» — di cronista all’Unità.

Alberto Bellelli, il sindaco di Carpi: «Ho agito d’istinto ma anche con razionalità»

«Ho agito d’istinto ma anche con razionalità, inseguendo quella persona dopo essermi accertato che non fosse armato» dice ancora Bellelli. «Dopo aver gettato a terra parte dei soldi presi alla vittima» che sono poi stati recuperati, il ladro ha cercato di «nascondersi» tra le colonne di un portico, salvo poi provare a fuggire di nuovo. A «sbarrargli» la strada è stato un altro collaboratore di del sindaco, Norberto Carboni, dirigente dell’ufficio Lavori pubblici: e a questo punto il malvivente ha capito di non avere più scampo. «L’ho raggiunto e mettendogli la mano sulla spalla — conclude il primo cittadino, in carica dal 2014 e al secondo mandato — l’ho accompagnato verso la sede dell’istituto di credito per andare a chiedere scusa alla ragazza derubata».

I meme con Chuck Norris

Nel frattempo, urla e inseguimento hanno attirato l’attenzione dei pochi passanti e delle persone in banca che hanno provveduto a raccogliere i soldi ridandoli alla donna. «Mentre lo tenevamo fermo il giovane ha cercato ancora alcune altre volte di scappare – commenta Bellelli – ma bloccandolo per la giacca l’ho ‘consegnato’ agli agenti della Polizia locale giunti nel frattempo».

Bellelli ora minimizza: «Sui social circolano dei meme che mi ritraggono con ironia nelle sembianze di Chuck Norris, ma non ho minimamente pensato di volermi sostituire alle forze dell’ordine. Piuttosto ha funzionato il controllo sociale e un contesto ostile creato attorno al malfattore; quando gli ho gridato che non aveva scampo per via delle telecamere, quel giovane ha desistito dalla fuga. Alle urla sono usciti in diversi, per darmi manforte. Gli agenti della locale hanno fatto il resto»Il venticinquenne, un rumeno che dimora nella Bassa, è stato denunciato.

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Fonte: Corriere della Sera

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