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Fungo nero India, colpisce i pazienti Covid: oltre 4.300 morti

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Fungo nero India – L’epidemia nella pandemia: ecco cosa sta succedendo di grave in India, territorio martoriato anche dal Covid. Le ultime notizie dal mondo e dall’Italia aggiornate 24 ore su 24.

Alcuni l’hanno definita un’epidemia nella pandemia. Ed in effetti i numeri dell’infezione da Mucormycosis (mucormicosi), più comunemente nota come fungo nero e che colpisce principalmente i pazienti Covid indeboliti dagli steroidi, in India stanno diventando molto alti: al momento sono 45.374 casi ufficiali e di questi quasi il 10% hanno causato il decesso dei malati. Sono oltre 4.300 le vittime come ha comunicato il ministro della Sanità indiano, Mansukh Mandaviy.

Gli stati indiani più colpiti

Al momento i due Stati maggiormente colpiti sono quelli del Maharashtra Gujarat, dove il fungo killer ha già causato 1.785 morti. Il 50% dei pazienti che hanno contratto il micidiale fungo necessita di apposite cure – iniezioni di un potente anti fungicida – le uniche in grado di eliminarlo dagli organi maggiormente colpiti come il naso, gli occhi e in alcuni casi il cervello. Anche a Mumbai si registrano attualmente 169 casi, in diminuzione rispetto ai 384 del 27 giugno, secondo i dati della Brihanmumbai Municipal Corporation (BMC).

Fungo nero India, gli esperti: “Numeri sottostimati”

Il fungo nero colpisce generalmente il naso, gli occhi e talvolta il cervello, 12-18 giorni dopo la guarigione dal Covid. I medici affermano che il fungo ha un legame con gli steroidi usati per curare l’infezione da Sars-CoV-2. E che i diabetici, i malati di tumori e di Hiv sono particolarmente a rischio.

Il dottor Raghuraj Hegde, un chirurgo e oculista con sede a Bangalore, capitale dello stato indiano meridionale di Karnataka, che ha curato un certo numero di pazienti con Mucormycosis, ha dichiarato alla BBC che c’è stata “una massiccia sottostima sia dei casi che dei decessi” per questo tipo di malattia, anche e soprattutto per le difficoltà di effettuare la diagnosi negli ospedali più piccoli o nelle aree rurali. Ma anche perché, ha spiegato Hegde, “in genere le morti collegate al fungo nero si verificano a distanze di settimane o mesi dopo aver contratto l’infezioni. I nostri sistemi non sono attualmente in grado di registrare tutti i dati”.

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Fonte: Fanpage

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