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Lombardia zona arancione, è stata in zona rossa per errore!

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Lombardia zona arancione – La Lombardia è una delle poche regioni che dal 17 gennaio sono state inserite dal governo nella cosiddetta “zona rossa”, cioè le aree in cui il rischio di diffusione del coronavirus è molto alto e dove sono necessarie importanti misure restrittive. La decisione era stata presa dal ministero sulla base dei dati forniti dal governo regionale lombardo il 13 gennaio.

Ieri però il ministero della Salute ha comunicato che i dati forniti dalla regione erano sbagliati: in base ai dati aggiornati e consegnati al ministero il 20 gennaio la Lombardia non doveva rientrare nella “zona rossa”. Per questa ragione sembra che nelle prossime ore il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà un’ordinanza per riportarla in “zona arancione”, in cui le restrizioni sono meno stringenti.

Lombardia zona arancione, era in rosso per errore!

Sia il presidente della regione Attilio Fontana sia la vicepresidente Letizia Moratti hanno negato che i dati fossero sbagliati, ma la notizia è stata confermata in un lungo comunicato stampa diffuso dal ministero della Salute – che chiarisce l’errore – e dalle testimonianze raccolte dai giornali nelle strutture tecniche della regione Lombardia. Secondo il Corriere della Sera, inoltre, anche il Comitato Tecnico Scientifico del governo nel verbale della sua riunione del 22 gennaio ha esplicitamente definito «una rettifica» quella compiuta dalla regione.

Uno degli elementi determinanti per la valutazione degli scenari epidemiologici e dei colori delle regioni è il valore dell’indice Rt,, cioè l’indice che serve a misurare quanto viene trasmesso il virus e che «rappresenta – per usare la definizione del ministero della Salute – il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento dell’epidemia stessa».

Quando una regione ha un Rtsuperiore a 1,5 finisce tendenzialmente fra le “zone rosse”. Se l’Rt è più basso, pesano gli altri fattori. L’indice Rt viene calcolato dall’Istituto superiore di Sanità (ISS) sulla base dei dati forniti dalle regioni ogni settimana.

Secondo i dati forniti dalla regione Lombardia il 13 gennaio ed elaborati dall’ISS, il livello di rischio era “alto” e nelle due settimane precedenti i casi settimanali erano superiori a 50 ogni 100mila abitanti (si superavano i 150). Due indici che combinati con l’Rt stimato dall’ISS con un valore medio di 1,4 inserivano la regione fra le “zone rosse”.

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fonte: ilpost.it

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