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Conte evoca il lockdown: “Rispettare regole o dovremo chiudere tutto”

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Conte evoca il lockdown – Il premier Giuseppe Conte prova a ricucire con il resto del paese. Dopo le proteste di piazza e il sabotaggio della sua maggioranza, prova a ricucire con il Paese. Il premier ha aperto le casse dello Stato per riparare ai danni prodotti dal nuovo Dpcm varato domenica nel tentativo di fermare l’ondata di contagi.

In una riunione lampo, il Governo ha dato il via libera al “decreto ristori” di oltre 5 miliardi.

Conte evoca il lockdown, le parole dopo il Decreto Ristori

Come riporta l’edizione online de Il Messaggero, il premier, illustrando il provvedimento con accanto i ministri Roberto Gualtieri (Economia) e Stefano Patuanelli (Sviluppo), ha parlato di “dialogo aperto” e di “approccio costruttivo” con le categorie, riconoscendone “sacrifici e difficoltà”.

Ha negato di avere fatto discriminazioni, privilegiando alcune categorie e colpendone altre: “Per noi non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Per evitare che la curva ci sfugga, è indispensabile ridurre le principali occasioni di socialità”.

Ancora, spiegando la ratio del Dpcm duramente contestato: “Con una curva epidemiologica in continua salita, non possiamo illuderci che le persone vadano in giro, in palestra, al ristorante senza timori”. 

Non è mancato il solito avvertimento, accompagnato dalla conferma che ci potranno essere “chiusure territoriali“: “Se rispettiamo queste misure avremo buone chance di affrontare il mese di dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario allo stremo. In caso contrario ci troveremo con la necessità di operare un lockdown generalizzato, uno scenario che dobbiamo scongiurare a qualunque costo”.

Conte ha condannato le violenze di piazza: “Non possiamo condividerle, come non le condividono gli italiani per bene. E poi chi sta per strada e manifesta, non vuole essere strumentalizzato da chi, in modo sistematico, cerca di soffiare sul malcontento. Abbiamo già una pandemia che ci crea tanti problemi, cerchiamo di risolverli in modo costruttivo. La violenza genera violenza e non porta nulla di buono al Paese”.

A riportare le parole del premier è l’edizione online de Il Messaggero.

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