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Mariolina Vargiu, intervento per rifare seno: morta 5 anni dopo

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Mariolina Vargiu – La tragica notizia della morte di Mariolina Vargiu 5 anni dopo gli interventi al seno ed alle palpebre: i dettagli. Le ultime notizie dal mondo aggiornate in tempo reale 24 ore su 24 tutte le ultime news.

Dopo 5 anni di coma, Mariolina Vargiu è morta lo scorso sabato. La donna, 62enne della provincia di Cagliari, nel 2016 si era sottoposta a un intervento di chirurgia estetica per rifare seno e palpebre alla Clinica Estetica di Spresiano, ma dall’intervento è uscita in stato di coma. Per l’episodio è stato aperto un fascicolo nel quale si ipotizza il reato di omicidio colposo ai danni dei due medici che avevano seguito l’operazione: Francesco Cammilli, anestesista 53enne, e Francisco Mora Zambrano, chirurgo estetico 68enne di origine peruviane. 

Si legge sul Corriere della sera

Zambrano e Cammilli erano già finiti a processo accusati di lesioni gravissime. Vi sarebbe stato infatti un nesso causale tra l’intervento chirurgico a cui fu sottoposta Vargiu e i danni cerebrali permanenti che ne conseguirono. Causati da una forma di ipossia cerebrale generale. Per di più c’è anche una causa civile in cui il legale della famiglia (l’avvocato Alessandro De Paoli del foro di Pordenone) ha chiesto per il marito e i due figli un risarcimento del danno di 1 milione e 400 mila euro.

Mariolina Vargiu, la ricostruzione

Alla donna sarebbe stata somministrata una elevata dose di anestetico. Dall’operazione Vargiu non si è risvegliata. Secondo la ricostruzione, anche i soccorsi sarebbero stati allertati in ritardo e quando la donna arrivò in ospedale era in stato di coma profondo. Non era la prima volta che succedeva in quel centro estetico.


Un anno fa un altro paziente, l’imprenditore Vittorio Silvestrini, un 72enne di Oderzo, fondatore della Perlarredi di Azzano Decimo, morì poco prima di sottoporsi ad una banale riduzione di una cicatrice. Pochi minuti prima di entrare in sala operatoria il 72enne accusò un malore improvviso e morì. Anche in questo caso a finire sul banco degli accusati fu l’iniezione di un anestetico locale, la lidocaina, con dosaggio sbagliato.

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Fonte: Huffington Post e Corriere della Sera

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