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La torteria Chivasso, chiuso il locale dell’aperitivo disobbediente

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La torteria Chivasso – La chiusura del locale punto di ritrovo dei negazionisti del Covid: da mesi organizzava l’aperitivo disobbediente. Le ultime notizie dall’Italia e dal mondo aggiornate in tempo reale 24 ore su 24.

Sequestrata la torteria di Chivasso. Ieri mattina le forze dell’ordine hanno eseguito il decreto disposto dal gip dopo le ripetute violazioni delle normative anti-Covid del locale che per mesi ha organizzato “l’aperitivo disobbediente”. Nonostante i sigilli affissi nei giorni scorsi, nel weekend del 25 aprile il locale aveva riaperto le porte e accolto decine di clienti. Anche per loro carabinieri, polizia e guardia di finanza avevano fatto scattare le multe ma non era stato sufficiente a dissuaderli.

Per la prefettura, nel locale è stata compiuta “la reiterazione di comportamenti, che, infrangendo le norme per la prevenzione della diffusione del contagio, hanno comportato potenziali situazioni di rischio per la salute pubblica”. Sono scattate le denunce penali e questa mattina il sequestro. Il locale sarà consegnato al custode giudiziario nominato dall’autorità procedente.

La torteria Chivasso, titolare indagata per inosservanza direttive

La titolare, Rosanna Spatari, come in passato, ha reagito insultando le forze dell’ordine. E’ indagata per inosservanza delle direttive del prefetto. “Vergognatevi, la gente moriva anche prima. Sveglia!” ha gridato tra l’altro. Davanti al locale, che nelle scorse settimane ha ospitato numerosi ‘aperitivi negazionisti’, le forze dell’ordine hanno formato un cordone per tenere a distanza una trentina di negazionisti che protestavano, la maggior parte senza mascherina. La tensione è cresciuta al punto che un giornalista di una testata locale è stato colpito con un pugno al volto da uno dei manifestanti.

Non sono mancate le persone che invitavano l’esercente a farsi da parte, ma la donna non sembrava intenzionata ad allontanarsi. E non sono mancati i momenti di tensione. “Io lotto per i diritti umani, mi dovete rispettare”, urlava l’esercente, sostenuta da alcuni suoi clienti. “A che ora se ne vanno che veniamo qui? Veniamo qui stasera, ci mettiamo fuori”, diceva uno, mentre altri gridavano “dittatura dittatura” e sostenevano che “la guerra era meglio”. “Lasciateci morire in pace”, urlavano altri all’indirizzo delle forze dell’ordine.

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Fonte: Repubblica

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