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El Shaarawy accusato di lesioni gravissime a un ladro: “Io innocente”

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El Shaarawy – Le pesanti accuse al calciatore della Roma: ecco cosa successe a Roma il 12 febbraio e di cosa è imputato Stephan El Shaarawy. Le ultime notizie di attualità dall’Italia e dal mondo aggiornate in tempo reale.

«L’ho fatto cadere, ma poi il ladro non l’ho più toccato». Così si è difeso Stephan El Shaarawy dall’accusa di aver picchiato il ladro che ha provato a rubargli la Lamborghini. Camicia bianca, pantaloni neri e sneakers bianche, il «Faraone», 28 anni, indagato con l’accusa di lesioni gravissime, è arrivato in procura alle 15,30 appena terminato l’allenamento agli ordini di Mourinho. Entrato nella stanza del pm Carlo Villani, il giocatore – assistito dall’avvocato Gianluca Tognozzi – è rimasto un’ora a ripercorrere quanto accaduto il pomeriggio del 12 febbraio scorso in via Sud Africa, zona Eur. Secondo quanto raccontato da Jose Carlos Aliaga Sagardia, il ladro condannato a un anno e sei mesi per il tentato furto, l’attaccante della Roma, sentito l’allarme dell’auto, scende in strada, lo rincorre e lo sbatte in terra, dove poi il «Faraone» avrebbe cominciato a riempirlo di pugni.

El Shaarawy, le accuse e le testimonianze

Finito sotto inchiesta in seguito alla denuncia, El Shaarawy, che all’epoca del fallito furto era appena rientrato a Roma dopo l’esperienza cinese, si è difeso, dicendo di aver rincorso il ladro e poi di averlo buttato per terra, aggiungendo però di non aver picchiato Sagardia, 48 anni. A sostegno della sua versione ci sono le testimonianze di due persone che hanno assistito alla rincorsa e al placcaggio fatto dal giocatore.

I testimoni hanno affermato che il ladro, una volta bloccato, ha compiuto atti di autolesionismo, ferendosi al volto e sulle gambe. Allo stesso tempo hanno sostenuto che il giocatore si è limitato a fermare Sagardia per consentirne l’arresto. A corroborare le dichiarazioni del calciatore fermato, il referto dei medici dell’ospedale Sant’Eugenio, che il giorno del fermo a Sagardia hanno diagnosticato un politrauma contusivo ed escoriativo, oltre a qualche altra abrasione. Al nosocomio per altro i medici avevano proposto al ladro esami radiologici, dallo stesso rifiutati.

Convalidato l’arresto, Sagardia – difeso dall‘avvocato Veronica Paturzo – ottiene i domiciliari. Ed è in questa fase che succede qualcosa. Nelle certificazioni mediche del 14 e del 15 febbraio vengono documentati trenta giorni di prognosi (diventati poi 60) con lesioni estese sul corpo. A quando risalgono le ferite? Al 12 febbraio? Oppure sono successive?

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Fonte: Corriere della Sera

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