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Amedeo Nicolazzi, donna chiede lavoro al sindaco di Petilia Policastro: lui tenta di violentarla

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Amedeo Nicolazzi – Arrestato per violenze il sindaco di Petilia Policastro: ecco cosa ha fatto ad una donna che chiedeva lavoro per il figlio. Le ultime notizie dall’Italia e dal mondo aggiornate in tempo reale 24 ore su 24 tutte le ultime news di attualità.

Un sindaco che tenta di violentare una signora indigente che chiedeva lavoro per il figlio. Il dirigente dell’azienda ospedaliera corrotto con un fiasco d’olio per cancellare una multa. Pacchi alimentari donati a propri elettori, anziché a persone bisognose.

C’è quanto basta in questa inchiesta della procura di Crotone per disegnare uno spaccato che evidenzia il torbido che a volte circonda le istituzioni. Protagonisti di questa vicenda il sindaco di Petilia Policastro Amedeo Nicolazzi, sino a qualche settimana esponente di Fratelli d’Italia, suocero di un magistrato, l’ex vice sindaco Francesca Costanzo, l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Ierardi, Marilena Curcio, già componente dello staff del sindaco, il tecnico comunale ingegnere Sebastiano Rocca, un imprenditore edile, il consigliere di maggioranza Antonio Curcio e il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Crotone, Domenico Tedesco.

Amedeo Nicolazzi, domiciliari per il sindaco di Petilia Policastro

Il sindaco Nicolazzi è stato arrestato e posto ai domiciliari anche se la misura restrittiva non è stata eseguita perché il primo cittadino si trova ricoverato a Roma per il Covid.

Ai domiciliari anche l’ex vice sindaco. Divieto di dimora nei comuni di residenza per tutti gli altri.

Le accuse contestate alle otto persone sono: concussione, corruzione in atti giudiziari, soppressione e occultamento di atti, peculato, falsità ideologica e violenza sessuale.

Le violenze

Partiamo proprio da questo reato che il sindaco Amedeo Nicolazzi avrebbe commesso dentro il suo ufficio, in Comune. Nei mesi scorsi una donna di Petilia, con gravi difficoltà economiche ha chiesto un incontro con Nicolazzi. La donna, disperata, si era rivolta al primo cittadino per chiedere un posto di lavoro per il figlio, da anni disoccupato. Nicolazzi ha prima cercato di rassicurare la donna facendole capire che ci sarebbero delle opportunità che, però, sarebbero legate al suo comportamento.

L’ignara signora ha chiesto cosa avrebbe dovuto fare per aiutare suo figlio. E qui il sindaco Nicolazzi è stato esplicito nel chiedere alla donna una prestazione sessuale, in cambio del favore. Si è addirittura alzato dalla sedia rubandole un bacio, mettendole le mani addosso, prima che la malcapitata riuscisse a fuggire. Tutto il dialogo tra il sindaco e la signora è stato registrato dalle microspie piazzate dentro la stanza, sistemate precedentemente per chiarire i risvolti di una inchiesta sui tentativi di corruzione messi in atto dall’amministrazione petilina.

Le intercettazioni

Il filone d’indagine sviluppato dai carabinieri coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Crotone Alessandro Rho, sotto le direttive del procuratore capo Giuseppe Capoccia, ha fatto sobbalzare gli inquirenti, sentendo quelle intercettazioni dove si discuteva di corruzione e favori. Pubblici funzionari che corrompono un dirigente dell’Asp per evitare di pagare una multa amministrativa per alcune irregolarità su cantieri comunali. Il 21 novembre del 2018, infatti, in un bar di Crotone il tecnico comunale di Petilia Policastro Sebastiano Rocca e i due amministratori comunali Ierardi e Costanzo si sono accordati con il dirigente Tedesco affinché questi chiudesse un occhio e stracciasse l’ammenda di 3 mila euro comminata al Comune per l’illecito amministrativo.

In cambio il direttore del dipartimento prevenzione ha ottenuto un fiasco d’olio e un paio di chili di castagne. Altro capitolo dell’inchiesta riguarda la distribuzione dei beni alimentari nel periodo del primo lockdown. Per ringraziare i propri elettori che avevano votato la loro coalizione, il sindaco e gli altri amministratori indagati, hanno veicolato i benefici statali favorendo i propri elettori. Addirittura, questo è stato ascoltato dagli inquirenti, ma non è stato trovato riscontro, la vice sindaco Francesca Costanzo aveva dato indicazioni per favorire anche appartenenti a cosche di ‘ndrangheta locali.

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Fonte: Corriere della Sera

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