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Quando si vota per referendum ed elezioni e come rispettare le norme anti-Covid: tutte le informazioni

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Quando si vota per referendum ed elezioni? Le ultime notizie sul referendum e le elezioni che si dovranno votare nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

Gli italiani sono chiamati al voto per il referendum sul taglio dei parlamentari.

In 7 Regioni si terranno le elezioni regionali e in 962 Comuni le amministrative.

Obbligatorio avere la mascherina, rispettare il distanziamento e igienizzare le mani (almeno tre volte): ecco tutte le informazioni necessarie.

Quando si vota e come attenersi alle regole anti-Covid, le informazioni da sapere

Il 20 ed il 21 settembre gli italiani dovranno votare per il referendum sul taglio dei parlamentari.

Una parte della nazione, in alcune aree, simultaneamente al referendum, darà il proprio parere anche sulle elezioni regionali e/o amministrative e/o suppletive.

Le elezioni regionali si terranno in Campania, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta.

Le amministrative, invece, in 962 Comuni italiani.

Le suppletive, infine, in Sardegna e Veneto.

Fondamentale, ovviamente, oltre alla carta d’identità ed alla propria tessera elettorale, sarà rispettare le norme anti-coronavirus.

Mascherina obbligatoria, distanziamento di almeno 1 metro e igienizzazione delle mani almeno 3 volte durante tutta l’operazione di voto.

Quando si vota, giorni ed orari utili nel dettaglio

L’election day, come detto, accorpa elezioni regionali, comunali, suppletive e referendum sulla riforma costituzionale.

I seggi sono aperti dalle ore 7 alle 23 di domenica 20 settembre e dalle ore 7 alle 15 di lunedì 21 settembre.

Si provvederà immediatamente allo spoglio delle schede sul referendum per il taglio dei parlamentari, successivamente comincerà lo scrutinio delle altre votazioni.

Per le elezioni regionali sono chiamati alle urne 18 milioni e 590mila elettori delle 7 regioni.

Le amministrative riguardano invece 962 Comuni: in Sicilia e Sardegna, infatti, le comunali si terranno rispettivamente il 4 e 5 ottobre e il 25 e 26 ottobre.

Sono chiamati al voto i capoluoghi di regione AostaTrento e Venezia, oltre ad altri 16 capoluoghi di provincia: Agrigento, Andria, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria e Trani. In Sardegna, nel collegio uninominale 03, si vota anche per le politiche suppletivi al Senato.

Allo stesso modo sono chiamati al voto gli elettori del collegio uninominale Veneto – 09.

Quando si vota, le norme anti-Covid nel dettaglio

Mascherina, distanziamento, igiene delle mani: le tre regole fondamentali per evitare il contagio da coronavirus sono anche alla base delle norme previste ai seggi per l’election day.

Dove possibile, le file per entrare ai seggi si faranno all’esterno: in ogni caso è necessario rispettare la distanza di almeno un metro tra una persona e l’altra durante l’attesa.

All’ingresso e all’uscita del seggio deve essere presente il gel per igienizzare le mani. L’operazione va compiuta quando si entra nell’edificio, prima di prendere matita e schede elettorale e infine all’uscita dal seggio.

Niente misurazione della febbre sul posto: deve essere l’elettorale a farlo prima di recarsi al voto e restare a casa se a sintomi legati al coronavirus, come appunto una temperatura sopra i 37,5 gradi.

I guanti non servono. La mascherina invece è obbligatoria e bisogna sempre indossarla dal momento in cui si entra nell’edificio.

Una volta arrivati davanti allo scrutatore, bisogna seguire le sue indicazioni e rimanere a un metro di distanza.

Va fatto un passo indietro – per stare a due metri – quando ci viene chiesto di abbassare momentaneamente la mascherina per l’identificazione.

Dopo aver votato, deve essere lo stesso elettorale a infilare la scheda nell’urna.

Eccezion fatta per le elezioni suppletive al Senato: in quel caso bisogna consegnare la scheda all’operatore (che è munito di guanti).

Infine, si può uscire dal seggio seguendo il percorso segnalato, che deve essere diverso rispetto a quello di entrata.

Quando si vota, la situazione di chi è in isolamento fiduciario

Le persone in quarantena perché positive al coronavirus o in isolamento fiduciario possono votare a domicilio.

Entro il 15 settembre però devono aver inviato la richiesta al sindaco del proprio comune, accompagnato da un certificato dell’Azienda sanitaria locale (Asl).

A casa arriverà un addetto che provvederà a eseguire le operazioni di voto munito di camice, mascherina, visiera e guanti.

Quando si vota, la situazione di chi si trova nei reparti Covid o nelle RSA

È stata prevista anche la possibilità di istituire dei seggi speciali nei reparti Covid degli ospedali, per permettere così anche alle persone ricoverate di esercitare il diritto di voto.

Gli scrutatori che lavoreranno nei seggi speciali avranno a disposizione i dispositivi di protezione individuale e lavoreranno con un compenso maggiorato del 50%.

Laddove non sono previsti seggi speciali, il voto verrà raccolto con le stesse modalità previste per le persone in quarantena.

Allo stesso modo, il ministero della Salute ha previsto anche indicazioni specifiche sulla raccolta del voto presso le strutture sociosanitarie e socioassistenziali (Rsa).

Le operazioni di voto dovranno essere il più rapide possibile e svolgersi all’interno di locali dedicati, sufficientemente ampi ai fini del mantenimento del distanziamento e dotati di adeguato ricambio d’aria.

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